Viaggio alla scoperta del Myanmar-Italianbackpacker

Myanmar o Birmania, ancora oggi molte persone non sanno se questa terra viene chiamata in un modo o nell’altro, per scoprirlo torniamo un secondo indietro nel tempo. Fino al 1989 si chiamava Birmania, entrò poi in una grave crisi economica alla quale seguì il caos totale e un colpo di stato, uno dei tanti.

Durante questi scontri morirono migliaia di persone.

Nel 1989 la giunta militare al potere fece numerose modifiche alla costituzione che era stata approvata nel 1974 annunciando le elezioni per l’anno successivo.

Vinte poi dai partiti di opposizione tra cui la Lega Nazionale per la Democrazia, guidata da Aung San Suu Kyi e U Tin U.

Il risultato del voto non fu però rispettato: la giunta militare non permise a Suu Kyi e al suo partito di governare, e lei rimase agli arresti domiciliari. Poco la giunta militare cambiò nome al paese, che diventò Unione di Myanmar, accorciato in Myanmar.

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Quindi come chiamarla, myanmar o Birmania?

I nomi andrebbero entrambi bene, si pensa che Per anni l’utilizzo di un nome piuttosto che l’altro ha indicato l’orientamento politico della persona che stava parlando o scrivendo. In passato, Suu Kyi e i suoi sostenitori si sono sempre rifiutati di utilizzare il nome Myanmar, perché farlo avrebbe significato legittimare la scelta della giunta militare e, di conseguenza, la legittimità della giunta stessa. Per questo motivo i paesi solidali alla causa di Suu Kyi hanno sempre usato a loro volta il nome Birmania.

Fatto un po’ di chiarezza sul nome andiamo a esplorare meglio questa terra dove e’ nata l’arte della meditazione ancora oggi popolata da migliaia di monaci.

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Moneta: Kyat birmano

Visto: trenta giorni richiedibili a qualsiasi Embassy

Costo giornaliero vitto e alloggio: 7-10 euro

Sicurezza: alta

Religione: buddista

Confini accessibili e aperti dalla Thailandia ( al Gennaio 2017)

Mae Sot/Myawaddy tramite Bus

Mae Sai/Tachileik tramite bus

Partiamo dalla citta’ più grande: yangon, capitale fino al 2005. Una delle mete più gettonate per iniziare un viaggio in questa terra. Arrivare con un Bus da mae sot(confine con la thailandia) al costo di circa 6-7 euro oppure con un volo avendo uno degli aeroporti più grandi dell’est asia.

Famosa e’ la pagoda Shwedagon,

la pagoda buddista più sacra per i birmani con le reliquie dei quattro Buddha conservati lì dentro, cioè il sostegno di Kakusandha, il filtro d’acqua di Konagamana, un pezzo dell’abito di Kassapa e otto capelli di Gautama, il Buddha storico. Alcune leggende narrano che sia stata costruita più di 2500 anni. E’ aperta al pubblico tutto il giorno fino a tarda serata per poter ammirare un meraviglioso tramonto e centinaia di monaci sfilare, meditando seduti e altri accendendo candele poste una dietro l’altra in un’unica fila intorno alla pagoda d’orata. Non scorderò mai l’emozione provata nel vedere questi monaci, e la luna piena che risplendeva in alto nel cielo.

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Yanong e’ stata anche una delle città a me più importanti poiché ho praticato una grande arte di meditazione, il Vipassana.

Una tecnica nata più di 2500 anni fa Proprio nella terra dei birmani da Sayagyi U Ba Khin e il grande Goenka, un metodo utile  per uscire da ogni tipo di sofferenza. Si pratica l’auto-osservazione, un metodo scientifico che porta alla graduale purificazione della mente. Possono essere realizzati corsi in tutto il mondo, anche in italia, ma come ho detto a molti, fare il vipassana fuori dalla Birmania e’ come mangiare una pizza fuori dall’Italia.

Il centro dove ho svolto questa arte si trova nel seguente indirizzo, ve lo raccomando assolutamente se passate da quelle parti e avete dieci giorni liberi, un po’ dura all’inizio poiché non si deve parlare, mangiare ad orari stabiliti e meditare per dieci al giorno, ma alla fine si ha una vera e propria soddisfazione personale e se devo essere sincero anche una leggera e felice armonia interna.

Indirizzo:

Nga Htat Gyi Pagoda Road Bahan Township, Yangon, Myanmar (Birmania)

Finito il vostro giro a Yangon prendete un treno diretto per Mandalay al costo di circa 15 euro con cuccetta inclusa, circa 12 ore di viaggio.

Arrivati a Mandalay esplorate la vecchia parte di questa città, chiedete ad un motorino taxi di farvi fare un tour giornaliero, il costo e’ di circa 7 euro e vi porterà ovunque per tutto il giorno. Fatevi portare la mattina alla sfilata dei monaci, centinaia e centinaia di monaci in fila, scalzi con la loro ciotola di lacca per chiedere l’elemosina, purtroppo però un’atmosfera rovinata dalle migliaia di persone e turisti intorno.Finita la sfilata andate alla vecchia parte di Mandalay, dove troverete villaggi sparsi con case fatte in legno e terra, e centinaia di persone per strada con un meraviglioso sorriso.

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Io mi sono trovato a vedere una partita di calcio fatta da alcuni ragazzi monaci ed è stato favoloso passare il tempo a vederli ridere e scherzare nel tirare ad un pallone mezzo sgonfio. Infine visitate il ponte di legno più antico e lungo del Myanmar.

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Mandalay a ben poco da mostrare, un giorno e mezzo e’ più che sufficiente, spostatevi poi con un treno o bus(meglio) a Bagan e il lago Inle.

Bagan:

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Ancora non e’ stato dato il titolo come patrimonio dell’Unesco, ma questa parte della Birmania e’ assolutamente meravigliosa. Ti ritroverai a guidare un motorino elettrico, noleggiato per 3-4 euro al giorno, fra centinaia e centinaia di pagode costruite in mattoni rossi, fra il verde delle foreste e il cielo infinitamente blu.

Un posto assolutamente tranquillo e sacro.

L’alba si trasforma in magia quando decine di mongolfiere si alzano al cielo volando intorno a pagode costruite in lontananza.

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Lago Inle:

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puoi arrivare benissimo con un trekking organizzato di tre giorni oppure con un bus da Bagan o Mandalay al costo di 6-7 euro

Questo lago di acqua dolce, situato a quasi mille metri di altitudine, rappresenta una vera e propria fonte di storia della Birmania,

L’intero lago è abitato da persone che vivono in case costruite sulle palafitte, circondate da giardini galleggianti. Gli abitanti si chiamano “Intha” che tradotto significa bambini del lago. Una delle cose tipiche del lago sono i pescatori che remano con le gambe per poter avere le mani libere per tirare su reti lasciate in lungo e largo. Questa tecnica viene usata solo qui e in nessun’altra parte del mondo.

Vedrete anche la famosa fabbrica del filo di loto. Viene tagliato a pezzetti il ramo, preso i piccoli filamenti di cui è fatto e arrotolati fra di loro fanno nascere un resistente filo da poter realizzare sciarpe, maglie e teli.

La fabbrica di sigari birmani, realizzati da foglie di tabacco ancora fresche, e riempite con spezie come anice, menta, banano o limone. Una vera e propria scoperta di sapore per chi ama fumare i sigari.

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La birmania e’ senz’altro una delle terre più emozionanti che ho visitato, una delle terre più armoniose e emozionanti ma tutto questo lo devo alle persone che ho incontrato lungo il mio cammino, che mi hanno sempre cercato di aiutare con passaggi oppure indicazioni, anche se non parlavano bene l’inglese. Una terra dove ti sembrerà di prendere una macchina del tempo e andare dietro anni luce, terra sacra che ancora oggi e’ molto impaurita dai confini che hanno intorno come il Bangladesh, l’india o la Cina per un invasione o per un attacco essendo una terra ricca di risorse minerarie.

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Ancora oggi combatte contro l’invasione dei popoli del Bangladesh, ho provato ad attraversare il confine per andare in india ma purtroppo sono stato bloccato dalle forze armate poiché proprio in quei giorni centinaia di persone hanno provato dal Bangladesh ad entrare e rifugiarsi in Birmania. Ancora oggi la situazione e’ strettamente sotto osservazione, mesi fa si poteva passare con un permesso dato dal governo birmano, oggi questo permesso non e’ più possibile ottenerlo. Spero per chi ama viaggiare via terra come me che questa situazione possa ritornare alla normalità, facendo finire cosi anche stragi e morti inutili.

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