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Antonio Di Guida

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Nei viaggi, ciò che conta sono le esperienze che facciamo e non la meta

Viaggiare non significa perdere tempo, ma ritrovarlo 

Durante i viaggi capita spesso di vagabondare a lungo in una città o in un posto che attira maggiormente la nostra attenzione. Scopri cose meravigliose, a cominciare dal cibo di strada o da piccole realtà che altrimenti, preso dalla fretta di vedere quante più cose possibili, probabilmente perderesti. 

Qualcuno direbbe che questo significa “perdere tempo”: per me, invece, significa ritrovarlo. 

Come racconto nel libro “La strada verso casa”, viaggiare mi ha fatto capire l’importanza di rallentare, di mettermi un attimo “in stand-by” , di godere della bellezza di un tramonto senza pensare a cosa accadrà l’indomani. Forse quando viaggiamo dovremmo imparare a fare proprio questo: dovremmo imparare a rallentare.

Non conta la quantità, ma la qualità 

Quando viaggiamo siamo presi da mille pensieri eccitanti: cosa troverò? Quali magnifiche esperienze potrò vivere? Chi incontrerò? Una volta giunti a destinazione ci sentiamo come intrappolati in una clessidra: ogni granello corrisponde a un secondo in meno, e questo ci ricorda che presto dovremo tornare a casa. Così corriamo da una parte all’altra sforzandoci di rispettare alla lettera una lunghissima lista di cose da fare che poi, di fatto, non rispettiamo quasi mai. A fine giornata ci sentiamo esausti: quel viaggio si è trasformato in una corsa estenuante e abbiamo l’impressione che nulla sia rimasto nel nostro cuore e nella nostra anima. Un po’ confusi ci chiediamo: che cosa abbiamo imparato davvero? Che cosa ci ha trasmesso il viaggio? “Ne è valsa la pena”?

La risposta è sempre no.

Questo perchè come in tutte le cose non conta la quantità, ma la qualità: di un incontro, di un’esperienza, di uno stato d’animo, dei rapporti umani.  Nei viaggi ciò che conta sono le esperienze che facciamo, l’insieme delle sensazioni che proviamo semplicemente passeggiando in un luogo sconosciuto o interagendo con una cultura differente. 

Ritrovare il tempo per se stessi 

Può sembrare un luogo comune, ma quanto tempo spendiamo effettivamente per noi stessi durante un viaggio? E no, non mi riferisco solo al benessere fisico o al relax in qualche SPA. 

Chiediti: “che tipo di esperienza sogno di fare”? 

Quando viaggi, ritrova il tempo per te stesso e per tutte le cose che ami. Fai trekking, lanciati nel vuoto con un paracadute, scatta fotografie, dipingi, vai a un concerto. Vivi. Visitare una bella città e mangiare piatti tipici è bello, ma andare oltre al “classico viaggio” lo è ancora di più.

Tornare a meravigliarsi come un bambino 

Dobbiamo imparare a staccare il corpo ma soprattutto la mente dalla quotidianità, fino a diventare quasi una persona nuova, affinchè in un viaggio non ci lasciamo ancora una volta vincolare dalla persona e dai modi della vita di tutti i giorni. Dobbiamo mettere un punto, liberare la mente e lasciarci trasportare dalle emozioni. Dobbiamo esplorare come se fossimo vergini di fronte al mondo, un bambino ancora in fasce che muove i piedi in un nuovo mondo. 

Immaginate un bambino e un uomo adulto in un paese sconosciuto che vagano senza meta: che cosa accadrebbe? Entrambi avranno gli occhi ricolmi di meraviglia, ma probabilmente l’adulto avrà fretta di tornare, di ritrovare la strada di casa. Il bambino si fermerà a parlare con altre persone incuriosito dal loro stile di vita o dai giochi che potrebbe imparare lui stesso, mentre l’adulto sarà preoccupato di ritrovare i propri comfort, la propria “identità”.

Quando viaggiamo, torniamo ad essere bambini. Lasciamo l’orologio a casa – o in hotel, dove vi pare – e perdiamoci fra le strade sperdute del mondo. Corriamo nudi verso l’infinito come se fossimo ancora vergini.

Conclusioni: che cosa ritroviamo in un viaggio? 

Riassumere in poche parole ciò che il viaggio, o meglio, il tempo trascorso nei viaggi, può donarci gratuitamente non è così semplice. Potremmo dire che il viaggio ci permette anche di “ritrovarci”, ma personalmente credo che sia più un modo per “conoscerci”. Il “ritrovamento” è il passo successivo.

Soprattutto, credo che il viaggio sia il modo migliore per affrontare le proprie paure o tutti quei limiti che ci fanno sentire inadeguati. In conclusione di questo articolo, vorrei condividere con te la mia esperienza personale. 

Fino a non molto tempo fa ero una persona decisamente timida e chiusa. Vedevo i miei coetanei relazionarsi con estrema facilità tra di loro, mentre io non riuscivo a spiccicare parola con nessuno. Mi sentivo bloccato e temevo il giudizio degli altri. Questo mi ha fatto soffrire molto per tanti anni, fino a quando non ho trovato il coraggio di mettermi in gioco proprio grazie al viaggio. Ho preso un aereo e sono partito all’avventura senza un piano preciso! Sapevo che così facendo, da solo e in un Paese straniero, avrei dovuto per forza di cose interfacciarmi con estranei per poter comunicare. E così è stato. Ricordo molto bene quel viaggio perchè ha abbattuto delle barriere potenti che mi tenevano bloccato impedendo una mia crescita. 

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