Justaustralia.it : Antonio Di Guida di Italianbackpacker: dall’Africa all’Australia fino all’Asia

Intervista pubblicata sul sito justaustralia.it il 21-03-2016

“Ero arrivato in un punto della mia vita in cui non provavo più gioia nel fare niente, mi sembrava tutto banale e scontato, tutto ripetitivo: la ricerca di un lavoro, l’uscita con gli amici, le serate nei locali, le migliaia di persone pronte a scattare con l’accenno di un semaforo verde, le stesse identiche vite in posti diversi”. Così Antonio Di Guida, classe 1991, originario di Empoli, laureato in design industriale all’Università degli Studi di Firenze e fondatore del sito di viaggi Italianbackpacker, decide di partire: prima in Africa e poi in Australia.

Livello d’inglese scolastico, un budget ridotto, nel giro di un anno ha messo da parte abbastanza soldi per viaggiare. Ha comprato un van e lo ha arredato proprio come si fa con una casa, per fare il giro dell’Australia, da solo. “Sapevo che l’Australia avrebbe potuto darmi quello di cui avevo bisogno per realizzare il mio sogno – dice – un buon inglese e un lavoro ben pagato, per sostenere i miei viaggi. Non voglio arrivare un domani e pentirmi di aver vissuto una vita diversa da quella che avrei voluto”.

Antonio è atterrato a Sydney a novembre 2014. “Non conoscevo nessuno – spiega – ho cominciato a cercare lavoro nelle costruzioni, perché ti permette un ottimo guadagno ed è un buon punto di partenza per chi ha un inglese scolastico. Ho girato cantieri su cantieri, sono stato sfruttato e sottopagato, ma dopo mesi di sacrifici ho trovato un bel lavoro per una ditta irlandese di escavatori”.

Così a maggio 2015, Antonio ha comprato il suo van e lo ha personalizzato: un pavimento in erba sintetica, un letto, un comodino in legno, una cascata di lucette e un mobile per cucinare. Durante il suo viaggio, Antonio ha svolto gli 88 giorni di lavoro in area regionale per rinnovare il visto, in una farm biologica a Murwillumbah, vicino alla mitica Byron Bay. “Ho imparato a fare yoga – racconta – meditazione e ho capito quanto un’alimentazione sana sia importante per il corpo e la mente. Ho imparato ad abbracciare le persone, a tirar fuori tutti i miei sentimenti e ad ascoltare le vite degli altri”.

Dopo le farm Antonio ha fatto tappa a Brisbane, Alice Springs, Ayers Rock, ha visto i parchi nazionali, Adelaide e poi dopo 10 mila chilometri di marcia, in direzione Melbourne il van si è fermato e non ne ha voluto sapere di ripartire. “Viaggiando soli abbattersi è l’ultima delle cose da fare – spiega Antonio – ho imparato a guardare sempre il lato positivo di ogni imprevisto che può capitare nel nostro viaggio o percorso della vita e ho imparato a stare bene con me stesso”.

Un insegnamento che gli aveva già dato l’Africa. “Avevo pensato di rimanerci qualche settimana – aggiunge – poi ho iniziato a viverci, facendo volontariato per un’associazione e viaggiando attraversando gran parte del Kenya e della Tanzania. L’Africa mi ha insegnato ad essere felice, che se le cose vanno storte, fino a quando c’è vita, salute e sei circondato dalle persone care, hai tutta la felicità di questo mondo, ho conosciuto gente che vive senza lavoro e senza soldi, che si sveglia all’alba e cammina per ore solo per riempire un barile di acqua, ma che ha sempre il sorriso stampato su quel viso amaro. Perché non dovremmo avercelo anche noi?”

Ed è con questo spirito che Antonio partirà per la sua prossima avventura: un viaggio attraverso l’Asia, dopo aver ricevuto una proposta di sponsor in Australia, a cui ha rinunciato, per “essere libero”. Non resta che seguire i suoi viaggi su www.italianbackpacker.com