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STORIE DI NOMADI CHE POSSONO ISPIRARTI

Carlo Laurora di Sivola.it: Gratificante nei miei viaggi di gruppo è far star bene gli altri

La prima volta che ho incontrato Carlo Laurora è stato a Trani ad una presentazione dei miei libri. In un abbraccio ho subito percepito che fosse una meravigliosa anima nomade.

Carlo Laurora è di Trani e ha 28 anni. Non si ritiene un “Travel blogger” ma semplicemente un viaggiatore e sognatore perché come sostiene, insegue i suoi sogni. Ha lasciato l’università a pochi passi dal traguardo per dedicarsi a ciò che gli fa stare bene e lo rende felice: ad oggi si ritiene fortunato di aver trasformato questa passione anche in un lavoro avendo fondato un tour operator.

Carlo insieme a Claudio Pelizzeni (Triptherapy), Nicolò Balini (Human Safari), Emanuele Bartolini( Coast to costans), Daniel Mazza (mondoaeroporto) e Stefano Cantarini (kant’s road), ha creato il tour operator sivola.it, realizzando viaggi di gruppo in tutto il mondo.

La passione per i viaggi è stata donata dalla madre: appassionata al viaggio non ha mai perso l’occasione di portarlo in giro per il mondo. Uno dei viaggi più incredibili che ha realizzato è stato percorrere zaino in spalla la Via della Seta, e anche grazie al suo diario di viaggio: Abito il mondo pubblicato su Amazon, racconta il cammino nei migliori dei modi ispirando molti giovani ad intraprendere un viaggio simile.

“L’idea di percorrere la Via della Seta è nata dalla noia. Quando sono annoiato e la mia voglia di fare per qualche motivo non è libera di esprimersi, la mia mente inizia a vagare senza sosta. Il viaggio è iniziato nell’inverno 2018 sfogliando un libro dedicato ai grandi viaggi che è sempre sul mio comodino. Quando ho letto “Via della Seta” mi si è accesa una lampadina. Ho approfittato di uno scalo a Shanghai di ritorno da un viaggio di gruppo in Giappone per salutare il gruppo e tornare senza prendere aerei.”

“Il “senza aerei” mi è stato ispirato dalle storie dei cari amici: Claudio Pelizzeni e Carlo Taglia, quest’ultimo in seguito ha firmato anche la prefazione del mio diario di viaggio.”

Proprio in questo periodo, L’Italia ha puntato il dito contro Silvia Romano per essersi convertita ad un’altra religione, soprattutto una religione come l’Islam. Ho chiesto a Carlo cosa gli ha donato il viaggio attraverso la Via della Seta, soprattutto com’è stata l’ospitalità ricevuta da questi popoli orientali.

“Per fortuna, solo una parte dell’Itali ha puntato il dito contro Silvia, e diciamo che quella parte non ha perso l’occasione per dimostrare quanto sia chiusa mentalmente. In una parte del mio diario racconto l’incontro con un ragazzo musulmano. La conversazione si focalizza su come i mass media abbiano strumentalizzato negli anni l’Islam, dandogli la colpa di varie guerre che si sono combattute e che ancora oggi si combattono, distogliendo l’attenzione dagli interessi economici di paesi leader come gli Stati Uniti ed anche la nostra amata patria, che continua a vendere armi. L’anno prima di partire per la Via della Seta ho girato anche l’Iran, paese che conosci bene anche tu (scopri il mio libro: l’Iran in bicicletta) in questa terra persiana ho avuto una grande ospitalità.”

“Prima della partenza, la preoccupazione della mia famiglia era palpabile: persone che hanno come unica fonte i classici canali di informazione. Ovviamente poi le aspettative sono state smentite dall’esperienza: decisamente positiva avendo trovato una grande ospitalità che mai avevo trovato prima. Con certezza ad oggi posso dirvi che i paesi in cui più mi sono sentito al sicuro durante i miei viaggi sono proprio i paesi a maggioranza musulmana. Durante la Via della Seta ho potuto conoscere non solo l’Islam, ma anche altre religioni e filosofie di vita. A mio parere, la loro bellezza è nel filo che le unisce: un principio fondamentale di rispetto verso il prossimo. Che la soluzione a tanti dei nostri problemi sia proprio questa?”

Come sostiene, il viaggio al rallentatore è molto importante…

“Volevo vedere il mondo cambiare sotto i miei piedi, apprezzando i chilometri e tutta la polvere della strada.”

Oggi è molto facile salire su un aereo, fare tante ore di volo e trovarsi catapultati in una nuova realtà. Carlo era stanco di questa sensazione, voleva capire cosa ci fosse nel mezzo.

“Dopo questa esperienza ho capito che prima non avevo mai viaggiato davvero. Diciamo che il mio viaggio è stato un percorso di crescita personale e mi ha permesso di tornare a casa con una nuova consapevolezza. Questo cammino mi ha donato una consapevolezza, che ancora oggi sto cercando di razionalizzare per coglierne i tanti frutti. Adesso sto pianificando un nuovo viaggio a rallentatore, ho bisogno di ritrovare quelle sensazioni che mi hanno fatto sentire vivo e libero.”

Alle persone che viaggiano attraverso il suo tour Sivola.it, Carlo riferisce sempre che puoi fare un viaggio in solitaria anche se sei con un gruppo, tutto dipende da come imposti la tua mente. Spesso il viaggio di gruppo è stato demonizzato da quelli che come noi si definiscono viaggiatori, Carlo non avrebbe mai partecipato ad un viaggio di gruppo se non fosse stato lui stesso ad organizzarlo.

“La vera soddisfazione la vivo organizzando i miei tour di viaggi. Vedere gente che ti segue, che decide di investire soldi e soprattuto il tempo con te è molto appagante; lo è ancora di più vedere quelle persone tornare a casa con occhi lucidi e con più consapevolezza sulla vita. Gratificante nei miei viaggi di gruppo è far star bene gli altri e quando questa cosa diventa reciproca, l’energia che si scatena è formidabile.”

Carlo fino a qualche anno fa era iscritto alla facoltà di giurisprudenza…

“Sprecavo il mio tempo su libri che mi parlavano di qualcosa che non ho mai sentito mio.”

“Forse la mia grande fortuna è stata quella di aver interrotto gli studi, presumo che se avessi concluso il percorso universitario non avrei più trovato il coraggio di mettere da parte quella strada monotona e piena di certezze. Ad oggi mi ritengo fortunato, la vita che faccio è tutto ciò che ho sempre desiderato. Sono libero e questa per me è la cosa più importante in assoluto.”

“Questi mesi di blocco hanno confermato quanto abbia azzeccato le mie scelte e che non cambierei nulla perché è già tutto come vorrei. Non vedo l’ora di tornare sulla strada e di poter tornare alla scoperta.”

Molti ragazzi della tua età intraprendono una strada che li porta a laurearsi oppure a fare carriera in un contesto lavorativo: cosa consiglieresti ai ragazzi della tua età e soprattutto quali consigli puoi dare a chi vorrebbe fare una vita e un viaggio simile al tuo?

“Ricevo molti messaggi di persone che mi chiedono cosa fare per unire la propria vita al viaggio. Una risposta non ce l’ho perché è stato un percorso di continua evoluzione: le mie scelte sono sempre state dettate da un desiderio di essere libero e la convinzione che qualsiasi cosa avessi voluto con l’impegno l’avrei potuta raggiungere. (Mi ricorda molto la storia della madre che ha realizzato il sogno del figlio: pedalare in bici verso i Pinguini della Patagonia).”

“Ogni volta che penso a qualcosa di difficile da raggiunge mi ripeto: se ce l’ha fatta anche qualcun altro, perché non posso farcela io? Nessuno di noi ha meno degli altri, quindi con tanta voglia, impegno e determinazione, si può fare qualunque cosa.”

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Il suo tour operator Sivola.it

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Scrivo libri per spingere le persone a viaggiare e riprendere in mano la propria libertà. Se sei fra questi oppure curioso di conoscere un alternativa alla vita “normale”, allora i miei libri potrebbero interessarti

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