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STORIE DI NOMADI CHE POSSONO ISPIRARTI

Cicloviaggiatori salvano un cane da un grave incidente: oggi viaggia l’America con loro

Vi presento Mauricio, Luna e Paz, tre anime che ho incrociato più volte nel mio viaggio in bici attraverso l’America. Con Mauro e Luna ci siamo incontrati a Cuzco e a Juliaca, in una casa del ciclista. Proprio a Juliaca, Mauricio e Luna hanno incontrato Paz, l’amico a quattro zampe. Ci siamo incontrati di nuovo in un’altra casa del ciclista in Bolivia, passando il natale insieme. Questo per farvi capire quanto le vite dei ciclo viaggiatori, nel cammino, più volte si intrecciano fra di loro.

Mauricio e Luna sono di Bogotá, mentre Paz (il cane) è della Bolivia. Mauricio è architetto e Luna ingegnere civile, prima di intraprendere questa vita in viaggio, entrambi lavoravano in aziende legate alla propria professione.

Da quando le loro vite si sono incrociate, hanno scoperto la gioia nel viaggiare. Tuttavia, per realizzare un viaggio, come molte altre persone, dovevano lavorare un anno per avere soltanto quindici giorni di vacanza. È stato in quel frammento di vita, che hanno iniziato a contemplare l’idea di fare della loro vita il viaggio, godendosi al meglio questa unica vita.

E anche loro, come me hanno scelto di scoprire il mondo attraverso una bicicletta…

“Gli apprendimenti  che hai in un viaggio in bicicletta sono infiniti. Tutti i giorni sono differenti: non sai dove passerai la notte, non sai quale cibo troverai nel cammino, non sai come sarà la strada che dovrai pedalare. Nel momento in cui otterrai la risposta, qualunque essa sia, ti sentirai felice, riuscendo a valorizzare più di prima qualsiasi cosa.”

Durante il loro viaggio in Bolivia, la loro vita ha incrociato quella di Paz. Il giorno in cui sono arrivati ​​a Juliaca, Geovany (proprietario della casa ciclista di Juliaca) gli ha riferito che alcuni ciclisti avevano salvato un cane a La Paz, trovato sulla strada dopo un grave incidente. Il cane era stato investito da un’auto e aveva diverse fratture al cranio: i ciclisti che lo hanno trovato l’hanno portato dal veterinario e poi l’hanno lasciato da Geovany, impossibilitati nel portarselo con sé.

“Paz è arrivata nella casa il giorno dopo il nostro arrivo a Juliaca. Abbiamo vissuto con lei per 3 settimane: ci siamo presi cura di lei, le abbiamo dato i suoi farmaci e senza rendercene conto, si è creato un legame così forte che ci ha fatto prendere la decisione di adottarlo.”

“Dopo aver avuto il consenso di Geovany e i ragazzi che l’hanno salvata dall’incidente, abbiamo iniziato a progettare il viaggio insieme, soprattutto il modo di portarla con noi.”

La prima cosa a cui hanno pensato era il trasporto per Paz. Geovany, essendo un saldatore, ha fornito una soluzione molto rapida: realizzare un carretto da traino per la bici di Mauricio, per portare con molta comodità il cane all’interno del carretto.

“Il viaggio con Paz ci ha donato un altro ritmo. Pedalando siamo sempre stati lenti, ma quando includi un compagno a quattro zampe e aumenti i tuoi bagagli di oltre 20 kg, è inevitabile andare più piano e fare più fatica. “

Devi tenere a mente le esigenze del tuo amico a quattro zampe, come ad esempio il suo desiderio di correre o di ripararsi dal sole o dalla pioggia, pensare al suo cibo, capire quando ha bisogno di cure e avere la possibilità di portarlo da un veterinario.”

Oltre a questo, si sono create molte situazioni da affrontare, come ad esempio l’impossibilità di entrare in ostelli, ristoranti, mercati o altri posti comuni. Ma da un altro lato, hanno appreso molte cose nel vivere un viaggio con un amico a quattro zampe

“Impari a goderti la vita di più e in un altro modo: a tuffarti nel freddo lago Titicaca senza pensarci due volte, ad allungare la lingua quando c’è vento, ad assaporare un pezzo di pane quando qualcuno te lo dà, ad accettare un No e seguire il tuo percorso a testa alta quando ti negano qualcosa, a fare amicizia senza conoscere il nome, a dire ciò che senti ed esprimerlo senza paura di niente, ma soprattutto a goderti il ​​viaggio quando la vita ti dà una seconda possibilità come le è stata donata a Paz dopo il suo grave incidente.”


Come racconto nel mio libro, il lato economico per un viaggio in bicicletta è molto ridotto.

Quando Mauricio e Luna sono partiti da casa, avevano risparmiato una piccola somma di denaro per poter iniziare il loro viaggio. Tuttavia, nel cammino hanno trovato altri modi molto interessanti per mantenersi…

“Quando ci fermiamo nelle città, su un marciapiede mettiamo in vendita delle fotografie e alcuni oggetti d’artigianato. In aggiunta, abbiamo imparato a suonare l’ukulele guadagnando così un pò più di soldi suonando per strada oppure in alcuni ristoranti. Siamo sinceri, non siamo bravi venditori, ma i soldi arrivano sempre in qualche modo…”

“In viaggio abbiamo fatto tanti lavori che non avremmo mai immaginato: abbiamo recitato in un film, fatto i dog-sitter, lavorato in carpenteria, pulito case, imparato a fare caramelle artigianali per poterle vendere, abbattuto alberi, raccolto frutta, dato lezioni di inglese, lavorato in un frutteto, piantando e raccogliendo . Tanti lavori che hanno sempre avuto qualche compenso, molte volte non ci davano soldi, in fin dei conti non sono necessari se ti viene offerto un piatto di cibo o un tetto per passare la notte.”

E anche Mauricio e Luna, sostengono che il volontariato, sia la miglior forma per intraprendere un viaggio con un budget molto ridotto. Lo scrivo anche in questo articolo ispirando le persone a viaggiare attraverso il volontariato.

Anche loro, hanno scelto di vivere una vita da nomade…

“Crediamo che siamo nati per trovare la libertà e la felicità, ognuno deve farlo a modo suo. Molte persone riescono a trovare questa felicità nel loro lavoro oppure condividendo il tempo con la loro famiglia. Molte altre in una vita piena di lussi e cose materiali. Ma per noi libertà e la felicità è in ogni pedalata, in ogni persona che incontriamo, in ogni piatto di cibo cucinato, senza dipendere da niente o da nessuno.”

“Volevamo uscire di casa e conoscere il mondo senza avere un piano e con il tempo a nostro favore. Senza rendercene conto, abbiamo attraversato in bicicletta il nostro primo confine in Ecuador. Mentre il viaggio si formava, ci siamo resi conto che il tempo che abbiamo in questa vita non è abbastanza per vivere a pieno anche solo un territorio come il Sud America. Figuriamoci tutto il globo.”

Viaggiare in bicicletta porta ad affrontare molte sfide, più sono difficili e più sarà grande la gioia nel superarle…

“La difficoltà più grande è ottenere una buona comunicazione quando viaggi in coppia. È fondamentale capire te stesso e soprattutto il tuo compagno di viaggio, in modo che tutto scorra nel modo migliore. Quando viaggi in bici perdi determinati comfort come un letto morbido, un pasto caldo ogni sera o un bagno dove poterti fare una doccia. Penso che la sensazione più piacevole di questo modo di vivere è trovare il comfort in ogni sua forma e condividerlo con il tuo partner.”

“Molte persone credono che lo sforzo fisico che devi compiere per viaggiare in bici sia incalcolabile, ma non è così. Tu stesso decidi quanti chilometri fai ogni giorno, scegli il percorso da pedalare e quanto tempo vuoi metterci.”

Luna, ha imparato ad andare in bicicletta qualche mese prima di intraprendere questo grande viaggio. Pian piano ha avuto modo di conoscere il suo corpo e la sua mente. Ad oggi hanno percorso più di 7000 mila chilometri.

Se si desidera una cosa, con le proprie forze la si ottiene…

Lo scrivo anche in un altro articolo raccontando la storia di Tania che voleva esaudire il sogno del figlio: pedalare verso i pinguini della Patagonia.  

Anche loro, sono rimasti bloccati dal coronavirus …

“Al momento siamo nella casa da ciclista di Capilla del Monte, nella provincia di Córdoba in Argentina. La famiglia che ci ha ospitati ci sta dando molto aiuto, stiamo riuscendo a superare molto bene la quarantena. Paz ha spazio per correre e giocare con Frodo, il cucciolo che vive in questa casa. Lavoriamo in un orto in cambio di cibo, vendiamo dolci fatti a mano per racimolare qualche soldo, ci sentiamo veramente a casa.”

Cosa consigliereste ai giovani della vostra età? Soprattutto, che consiglio potete dare a chi vorrebbe fare un viaggio simile al vostro con un cane?

“Consigliamo di realizzare i propri sogni, di non deludere quel bambino interiore che portiamo dentro: vivere col vento in poppa la propria vita, in modo che quando giungerai al termine, ti ricorderai di aver vissuto nei migliori dei modi, senza rimpianti.

“L’unico consiglio che possiamo dare è di fare il tuo viaggio, con o senza un cane. Di non aver paura di niente, qualunque cosa accada, ci sarà sempre una soluzione.”

“Potremmo dire cosa fare o non fare, ma sicuramente sbaglieremo a consigliare. Segui il tuo sesto senso. Guardaci, non abbiamo mai pensato di viaggiare con un cane, e nel mezzo del viaggio è arrivato. Non solo non ce l’aspettavamo e ha cambiato il nostro viaggio, ma ci ha cambiato la vita e vi assicuro che nessuno avrebbe potuto consigliarci a riguardo.”

La Colombia vista dall’Italia è una terra molto affascinante ma anche pericolosa: attraverso i media si ha quasi paura, ma quando si incontra un colombiano, o meglio nei miei casi, è sempre un incontro meraviglioso. Parlateci della Colombia e della vostra cultura…

Come hai notato anche tu nel tuo viaggio attraverso il nostro paese, i colombiani sono molto carismatici. Prima di intraprendere il nostro viaggio in bici, abbiamo viaggiato all’interno della Colombia, conoscendo molti luoghi meravigliosi di cui non sapevamo l’esistenza. La Colombia è meravigliosa per la sua diversità. Essendo vicina all’equatore, puoi avere tutti i climi in qualsiasi momento dell’anno. C’è sempre qualcuno che ti dà un sorriso ed è disposto ad aiutarti.”

“Dentro di noi, portiamo un pezzetto del nostro paese. L’abbiamo lasciata perché volevamo immergerci in nuove culture, vedere nuovi paesaggi, provare nuovi sapori e vivere milioni di nuove esperienze, quindi abbiamo deciso di partire e incontrare i nostri ‘vicini’, con l’idea di arrivare in Argentina, viverci con Paz e studiare per prendere un diploma post-laurea per le nostre carriere.”

Vi piacerebbe viaggiare in Italia? Cosa vi affascina del nostro paese?

“Quando Mauricio studiava architettura gli è stata data la possibilità di candidarsi per una doppia laurea presso il Politecnico di Torino. Così decise di imparare l’italiano ed entrare nel processo di selezione. Alla fine, Mauricio non fu selezionato, ma grazie a ciò, oggi siamo qui. Nel frattempo, abbiamo imparato tante cose sull’Italia: il suo amato caffè, la sua pasta, il meraviglioso calcio, il suo eccezionale limoncello, quei luoghi che sembrano un sogno come la favolosa Napoli, la sua ampia diversità culturale e, naturalmente, la sua vasta offerta architettonica: dal famoso Colosseo romano, fino al Duomo di Firenze. Cosa ci affascina dell’Italia? L’Italia stessa. Speriamo un giorno di pedalare attraverso il vostro meraviglioso paese.”

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Mi chiamo Antonio Di Guida e sono un nomade!

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Scrivo libri per spingere le persone a viaggiare e riprendere in mano la propria libertà. Se sei fra questi oppure curioso di conoscere un alternativa alla vita “normale”, allora i miei libri potrebbero interessarti

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