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STORIE DI NOMADI CHE POSSONO ISPIRARTI

Fate in modo che le vostre paure siano vostre alleate e non ostacoli

Matteo è un ragazzo laureato, che poteva avere la possibilità di creare un futuro certo e stabile; ma ha voluto scegliere la libertà, vivendo in un van e svegliandosi sempre con un panorama differente.

Matteo Virone è un ragazzo italiano che ha studiato ingegneria meccatronica al Politecnico di Torino. Laureato con un voto molto alto e perfettamente nei tempi con una tesi scritta all’estero, aveva tutte le carte in regola per intraprendere una bellissima carriera, avere una casa, creandosi un futuro certo.

Eppure l’idea di tutto questo, come molti altri giovani, non lo ha mai appassionato davvero, anzi lo spaventava da morire.. insomma mancava qualcosa o forse c’era troppo.


Come me, ha avuto la possibilità di vivere in Australia, attraverso il Working Visa


“Una volta laureato ero finalmente libero, avevo dimostrato alla società e ai miei cari che sapevo badare a me stesso nel loro mondo e allora perché non dedicarmi un po’ al mio?! Ricordo esattamente quando applicai per il visto, stavo lavorando in un ostello a Las palmas de Gran Canaria, avevo conosciuto qualche australiano e altri ragazzi che ci erano stati con quel visto e quando mi raccontavano delle loro esperienze le mie paure svanivano, guardando i loro occhi brillare nel rivivere quei ricordi in un attimo avevo un visto per l’Australia e 2 mesi dopo partivo con un biglietto di sola andata che mi avrebbe portato ad affrontare oltre al viaggio fisico uno più introspettivo per conoscermi meglio.”

L’Australia è stata un trampolino di lancio sia per me che per Matteo, come racconto nel mio libro, Australia: dove i sogni prendono vita.  L’Australia ti permette di lavorare ma non troppo, di mettere da parte qualche soldo per continuare una vita da viaggiatore e inseguire i propri sogni.

“In Australia oltre ad aver riscoperto una parte di me ho trovato persone con delle anime meravigliose con cui ho condiviso pezzi della mia vita. Mi ha insegnato che la felicità non è niente di complicato. È la terra dove puoi fare tutto quello che ti viene in testa e riuscire a farne il tuo lavoro, possibilità e opportunità saltellano ovunque come canguri.”

Ad oggi, molti lettori del mio libro, hanno trovato l’ispirazione giusta per intraprendere questa esperienza di vita. Un libro ricco di consigli per tutte quelle persone che vorrebbero viaggiare e lavorare all’estero

Per Matteo la passione per una casa mobile è nata molto prima dell’Australia, sicuramente un po’ anche come necessità…

“Non mi andava di dover lavorare per pagare un mutuo o un affitto o il gas, la luce e tutte quelle cose che richiedono uno stipendio fisso e neanche troppo basso… Però avevo bisogno di un mio spazio e iniziavo a crescere.”

“Ho iniziato a leggere e informarmi su questo magico mondo di vita on the road e mi appassionava l’idea di unire la mia passione per i viaggi, il fai da te e i miei studi per farne uno con le mie mani. In Australia dedicai le prime 2 settimane a una ricerca pazza e disperata finché non trovai un bellissimo Toyota hiace a tetto alto che divenne la mia compagna di viaggio, eravamo “Lupin e Margot”, mi ci vollero poco più di 2 settimane per sistemarlo ed eravamo pronti a partire all’avventura!”

“La vita in van in Australia è facile come imparare a camminare, me ne innamorai subito. Un anno dopo averlo venduto non appena tornato in Italia volevo solo prenderne uno e farlo diventare casa, una casa semplice, ma senza farmi mancare quelle cose che avevo imparato ad apprezzare in 3 anni di viaggio: un letto comodo, un bagno, una doccia calda e una cucina dove poter coltivare un’altra mia passione.”

“La quarantena mi ha aiutato e ho avuto tantissimo tempo da dedicarci per costruirlo a mia immagine, con l’aiuto indispensabile di mio papà, mio zio e Sergio!”



“Sicuramente posso dire a tutti quelli che vogliono intraprendere una vita così di iniziare a leggere articoli, raccogliere informazioni, insomma dedicarci del tempo! Prima di prendere e costruire da zero il mio Iveco Daily del ’83 ho passato un anno abbondante a leggere online articoli in ogni lingua ed è stato molto utile per entrare e capire il funzionamento di quel magnifico mondo!”

Da quando Matteo vive il mondo con il suo van, ha realizzato che non è più un viaggio, ma la sua vita

“Cerco posti che mi riempiano gli occhi, il cuore e che siano vanfriendly, non mi piace addormentarmi con il terrore che qualcuno possa venire a farmi la multa o disturbare la mia quiete notturna. Infine se un posto mi sta stretto posso andare via così come posso restare dove mi trovo bene.”

“Subito dopo la quarantena ho girato le mie montagne in Piemonte come non avevo mai fatto prima, ho scoperto posti bellissimi vicinissimi a dove ho vissuto, ho conosciuto persone incredibili eppure su quelle montagne ci sono cresciuto e allora se tutto è sempre stato li è cambiato solo il mio modo di guardare.”


“Ad un certo punto ho realizzato che viaggiare ti porta ad avere tantissimi punti di vista differenti, dal vedere cose nuove al vedere le stesse cose con occhi e prospettive diverse, e questa è una cosa bellissima perché teoricamente se le persone riuscissero ad avere tutti i punti di vista possibili allora non si creerebbero fraintendimenti, malintesi, incomprensioni, guerre… Ognuno riuscirebbe a capire l’altro, e allora non importa come, leggete, viaggiate, pensate, imparate ma non smettete mai di allargare i vostri punti di vista, non abbiate paura di vedere qualcosa di nuovo o semplicemente iniziate col vedere le stesse cose cambiando solo il punto di vista!”


Molte persone sono dubbiose sul fatto di vivere una vita da nomade e soprattutto in un furgone camperizzato, il primo dubbio è sempre il solito: il lato economico


“Spesso mi piace fare un esercizio che consiste nel cambiare il mio punto di vista mettendomi dall’altra parte e, data la frequenza con il quale mi è stata posta questa domanda, mi sono chiesto perché tanti in qualche modo non accettassero la semplicissima risposta “faccio quello che capita quando capita, di solito lavoretti stagionali, nel turismo o nell’agricoltura”. Allora ho immaginato a quanto potrebbe essere difficile credere di potersi mantenere facendo quei lavoretti quando lo standard di vita richiede l’aperitivo, lo shopping sfrenato o anche solo un mutuo o un affitto… Quindi la mia risposta è diventata un’altra: “non ho bisogno di molto e le spese vivendo in van si riducono tantissimo, praticamente solo viveri e carburante, così riducendo le spese posso ridurre le entrate e di conseguenza il tempo di lavoro e in qualche modo vivere di più”.”


“Ammetto che ogni tanto invidio quelle persone che amano il loro lavoro e a cui non pesano affatto le 6/8 ore giornaliere, ma alla lunga, per quanto qualcosa ti possa piacere, dedicarci un terzo del tuo tempo di vita magari in un edificio grigio e cupo ti porta via quella passione e ti rimane solo tanto stress. Ora come ora nessuno vorrebbe un ingegnere 3 ore al giorno e allora io faccio altri lavoretti dove posso essere più libero e felice!”


Perché scegliamo di vivere una vita da nomadi


“Ricordo che un giorno di tanti anni fa lessi “Lentamente muore” una magnifica poesia che da allora mi è rimasta impressa nell’anima e che spesso mi viene voglia di rileggere per ricordarmi di quanto la routine, le abitudini, le certezze siano un po’ un veleno per il nostro essere, per il nostro sentirsi vivi.. come quando respiriamo e normalmente lo facciamo inconsciamente, ormai ne siamo abituati ma quanto bello è prendere coscienza e realizzare che quell’aria che sta entrando dentro di noi ci permette di essere vivi?! Dovremmo sempre ricordarci dell’effetto del nostro primo respiro, una bomba di emozioni che ci porta al pianto.. e pensare che fino all’istante prima mai avremmo pensato di aver avuto bisogno di aria per vivere.”


“Allora forse un buon modo per non abituarsi è continuare a cambiare consapevolmente, svegliarsi con un paesaggio diverso ogni mattina io credo che aiuti molto ad accettare che il cambiamento non è mai qualcosa di negativo, dunque cambiate tutto ciò che potete, provate emozioni e sensazioni nuove non fatevi bloccare dalle vostre paure, parlateci e fate in modo che siano vostre alleate e non ostacoli!” 


Viaggiare è molto impegnativo ma può donarti una sensazione di libertà immensa


“Che viaggiare sia molto impegnativo è vero ma allo stesso tempo non troppo, come ogni cosa, se ce l’hai nel DNA e in qualche modo ci sei portato non ti sembra affatto così impegnativo, lo spirito di adattamento, l’istinto di sopravvivenza ti aiutano molto e ti rendono ogni situazione più piacevole, i disastri più grandi possono trasformarsi in bellissime opportunità.


“Le difficoltà che si incontrano non sono niente di speciale, rispecchiano spesso le necessità più primitive come “dove si dorme stanotte?”, “Cosa mangiamo oggi?”, “Dove si va?”, “Dove carichiamo l’acqua?” E ancora “Come ci guadagniamo qualche soldino?”.
E spesso la risposta arriva anche senza farsi la domanda quindi nel resto del tempo ci si può dedicare interamente a ciò che più ci va in quel momento: leggere, andare a pesca, camminare, nuotare, rilassarsi o semplicemente giocare! La libertà sta nell’essere aperti a cogliere le opportunità che la vita ci mette davanti, purtroppo spesso siamo troppo concentrati a seguire un percorso forzato e non riusciamo neanche ad accorgercene.”


I consigli di Matteo a chi vorrebbe fare un vita simile alla sua


Io credo che ognuno sia libero di vivere la propria vita come più preferisce, come più crede giusto, inseguendo i propri sogni. Per fare questo bisogna conoscere se stessi, le proprie forze e i propri limiti; accettarsi, anche qui non c’è una strada giusta per raggiungere questi obiettivi quindi la soluzione è provare! Il nostro passato ci ha portato ad essere ciò che siamo ma il nostro lato bambino non mente, sa perfettamente ciò di cui abbiamo bisogno, dove si nasconde la nostra felicità e allora dobbiamo ascoltarlo. Diamo ascolto a quella parte di noi che spesso tendiamo a dimenticare! Tutti conoscono il proverbio “chi ben comincia è già a metà dell’opera”, io ne ho fatto una versione mia “chi comincia è già a metà dell’opera!” Il primo passo è il più difficile ma basta buttarsi e iniziare, tutto poi verrà da sé! Osate, sognate, iniziate! 


Matteo oggi si gode la sua vita insieme al su van, gira l’Italia, l’Europa, e sogna magari di spedire la sua casa mobile in Sud America

“…e poi vorrei continuare semplicemente a godermi la vita, dare il giusto valore al tempo che abbiamo su questa terra, dedicarmi ad aiutare altri a realizzare le loro idee, fare tante cose ma anche fermarmi a riflettere ogni tanto.. Forse come sempre aprirò le vele e lascerò che il vento della vita mi indichi una direzione! Per ora sono in Sardegna con il van e una ragazza meravigliosa che mi ha fatto scoprire la vera bellezza del condividere il viaggio, abbiamo trovato un lavoretto e rimarremo qui per la stagione poi chi lo sa!” 

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Mi chiamo Antonio Di Guida e sono un nomade!

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Scrivo libri per spingere le persone a viaggiare e riprendere in mano la propria libertà. Se sei fra questi oppure curioso di conoscere un alternativa alla vita “normale”, allora i miei libri potrebbero interessarti


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