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STORIE DI NOMADI CHE POSSONO ISPIRARTI

Lorenzo Baccifava e la sua impresa di pedalare 18.500km dal Giappone all’Italia

Questa è la storia di Lorenzo Baccifava di Montecosaro, un paesino in provincia di Macerata e del suo viaggio in bicicletta di 18.500 chilometri, dal Giappone all’Italia.

La passione per la bici nasce all’età di 12 anni, quando ha iniziato a gareggiare a livello agonistico con una squadra locale. Crescendo è subentrata la musica, altra sua grande passione che tuttora coltiva e che lo ha portato a mettere la bici da parte per molti anni. 

“Nel 2012 mi sono trasferito a Berlino e lì tra una ‘schitarrata’ e l’altra, ho riscoperto la mia vecchia passione per la bici. Giravo con una scatto fisso( una bici con un solo rapporto possibile e nessun meccanismo di ruota libera), ho iniziato a frequentare i bike messenger (servizi logistici in bici) che mi hanno praticamente aperto un nuovo mondo, quello delle consegne in bicicletta e del cicloturismo.”

Il suo primo viaggio in bici è stato da Berlino a Kostrzyn (Polonia): 80km per andare ad un festival di musica Rock insieme ad un amico.

“È stato così emozionante che poco dopo ho iniziato ad organizzare viaggi veri in giro per l’Europa.”

“Lo scorso anno, durante la mia stagione invernale da pizzaiolo in Svizzera mi sono messo a pianificare un’impresa molto piú complicata del solito, un’ attraversata intercontinentale di 18.500 km dal Giappone fino a casa.

L’idea di questo viaggio è nata dalla tanta voglia di conoscere il Giappone e da un sogno (diventato ora realtà) di attraversare la Russia da est a ovest.

“La prima cosa da fare per organizzare un viaggio simile è munirsi di carta e penna ed ottenere più informazioni possibili: Clima, cultura, geografia fisica e politica, economia, e magari ottenere consigli da altri viaggiatori che hanno già attraversato i paesi, in modo da avere un’infarinata, ma soprattutto tanta motivazione.” 

E anche Lorenzo, ama i viaggi in solitaria…

“Viaggiare in solitaria per me, è qualcosa di magico e speciale. Purtroppo, durante la nostra vita quotidiana la frenesia ci fa dimenticare chi siamo e quello che vogliamo; ed è per questo che intraprendo viaggi in solitaria, per riallacciare il rapporto con me stesso e ogni volta diventare sempre più amico di me stesso.

“In ogni caso, uno dei miei obiettivi del viaggio è quello di incontrare e conoscere più gente possibile. È così che si crea un mix di cose che mi fa dimenticare la parola ‘solitudine’.”

“La cosa più incredibile di questo viaggio è stata sicuramente la condizione climatica estrema,  incontrata dall’inizio fino alla fine dell’attraversata. I monsoni in Giappone, il caldo afoso della Corea del Sud e Cina, un tifone, il freddo estremo in Russia con temperature fino a -30°, venti contrari e l’interminabile pioggia in Europa fino in Romania; dove sono stato bloccato per più di due mesi a causa del COVID.”

Una serie di problematiche che hanno fatto di questo viaggio un’incredibile storia dove Lorenzo ne è uscito protagonista della sua vita e vincitore del suo viaggio. 

La routine spesso diventa soffocante, a volte si dimentica il vero significato della parola vivere. Ed ecco che a quel punto scatta quella molla in testa; che ti fa cambiare traiettoria, spingendoti a realizzare esperienze, qualche volta anche estreme, ma sicuramente super motivanti ed emozionati.

Un’avventura in bicicletta è caratterizzata da tante difficoltà, emozioni e sorprese di ogni genere…

“Quello che mi spinge a ripartire domani nonostante le tante difficoltà, è la sensazione di sentirmi a casa ovunque io sia. Muovendomi in bici il mondo lo faccio diventare un’unica casa, un’enorme sfera quasi senza confini. La fatica viene sempre ripagata con qualcosa di magico e inaspettato, dove bontà e ospitalità diventano cibo quotidiano.”

Lorenzo cita molte sensazioni che anche io ho scritto nel mio libro L’Iran in bicicletta; un libro che ha ispirato molte persone ad intraprendere viaggi in bicicletta, sentendosi connessi con se stessi e con la terra viaggiata.

“Ognuno di noi è libero di fare le proprie scelte, università, carriera lavorativa, viaggiare…  l’importante è scegliere con coscienza, con il cuore senza vivere di rimpianti, altrimenti non sarà sicuramente la scelta giusta.”

In ogni caso, Lorenzo consiglia a chiunque di viaggiare e scoprire il nostro fantastico mondo. Spegnere tutti gli schermi ed aprire gli occhi iniziando così a vivere davvero la nostra unica e indimenticabile vita…la nostra storia.

Una domanda che sorge a molti: il lato economico…

“Normalmente cerco di bilanciare lavoro e viaggio. Cerco di organizzare lavori stagionali che posso lasciare senza grandi problemi per poi andare a sfogarmi su quello che è la mia vera passione, scoprire il mondo.”

Lorenzo ha terminato il suo viaggio da appena due settimane. Ora è tempo di riposare, godersi il  mare, la montagna, organizzare un lavoretto e iniziare a programmare il prossimo viaggio con destinazione,  America Latina!

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Mi chiamo Antonio Di Guida e sono un nomade!

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Scrivo libri per spingere le persone a viaggiare e riprendere in mano la propria libertà. Se sei fra questi oppure curioso di conoscere un alternativa alla vita “normale”, allora i miei libri potrebbero interessarti


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