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STORIE DI NOMADI CHE POSSONO ISPIRARTI

SPOSAMI! E COME LUNA DI MIELE HANNO SCELTO DI VIAGGIARE L’AMERICA IN VAN

Mentre ero in Perù, pedalando le ande con la mia bicicletta, ho incrociato il cammino di questa meravigliosa coppia che, con il loro stravagante van, stavano percorrendo il Sud America.

Mi sono fermato a salutarli e scambiare due parole con loro, anche perché erano giorni che non incontravo nessuno!

Jupp viene da Berlino e Nandita è originaria dell’India, precisamente di Bangalore. Quando mi riferiscono che vengono da terre differenti, mi si illumina il cuore. Ho sempre amato l’amore fra persone di nazionalità differenti, amo immaginare quale meraviglioso bambino ne verrà fuori, soprattutto un bimbo che parlerà fin dall’inizio due lingue diverse.

Jupp e Nandita si sono conosciuti all’università in Inghilterra, esattamente 6 anni fa. Dopo lo studio hanno iniziato a lavorare con l’intenzione di mettere alcuni soldi da parte e vivere il loro più grande sogno, Sposarsi e Viaggiare.

Prima di questo viaggio attraverso L’America erano viaggiatori solitari – come me, sostengono e condividono l’importanza di viaggiare in solitaria. Nandita aveva già fatto un viaggio di 2 mesi nel nord dell’India e Jupp l’autostop attraverso il Giappone per 5 mesi. Ma poi, insieme hanno pianificato un incredibile viaggio di coppia, che come la chiamano loro “la nostra luna di miele”.

“Mentre progettavamo la nostra luna di miele, abbiamo pensato ad un camper, ma non eravamo sicuri. I nostri primi 2 mesi di questo viaggio sono stati con gli zaini sulle spalle a Malawi (Africa). E proprio in questa terra, abbiamo incontrato altre persone che viaggiavano con un van e ci siamo detti, perché no? In quel momento abbiamo deciso che il viaggio in un furgone era quello che volevamo.”

“Per noi, il primo passo è stato parlare con le persone che lo stavano facendo. Ci siamo innamorati dell’idea e da lì abbiamo iniziato a cercare online come acquistare un camper in Sud America. Quando siamo arrivati in Colombia, abbiamo visto un paio di camper e infine, abbiamo acquistato il nostro veicolo a quattro ruote. Lo abbiamo chiamato Don Carro”

I viaggi in solitaria che avevano realizzato nel passato gli hanno dato molta fiducia in loro stessi, ma anche la caparbietà di fare un viaggio più lungo e diverso, mettere da parte gli zaini e guidare un veicolo che avrebbe portato ovunque la loro libertà…

“Viaggiare in una casa mobile è uno stile di vita, entusiasmante e meraviglioso. Ma ci sono alcune difficoltà come credo anche nel viaggiare in bicicletta. All’inizio eravamo un pò nervosi, soprattutto per la sicurezza. Dormire in luoghi col timore di essere derubarti, oppure vivere entrambi in uno spazio piccolo, mettendo a dura prova la propria relazione. Ma tutto questo, quando lo si vive, passa in secondo piano e ci concentriamo nell’essere sempre positivi. E poi abbiamo costatato che è meglio rischiare piuttosto che pentirsi di non aver vissuto tutto ciò a causa delle proprie paure. In seguito, abbiamo scoperto che tutte queste paure premature erano solo dei freni per la nostra felicità, anche perché in tutto il nostro viaggio, non è mai successo niente di negativo.”

E anche Jupp e Nandita, condividono il mio pensiero, lo scrivo nei miei libri e ne cito una frase:

“Aver paura prima che tutto ciò accada, è come sentir dolore ancor prima di cadere”

Ognuno di noi, prima di intraprendere un viaggio, ha il timore di sradicare le radici oppure, a sua insaputa è dipendente dalle proprie abitudini. Per Jupp e Nandita la sensazione è stata simile.

“Non mentirò, inizialmente intraprendere questo viaggio è stato un pò difficile. Prima del viaggio capisci che devi rinunciare a cose che sembrano essenziali: comfort, lavoro, sicurezza per il tuo futuro, e molte altre assurdità.”

“In questo viaggio abbiamo capito che la vera felicità non è accumulare soldi o materiali, ma essere semplici e liberi.”

“Ad esempio: Il nostro furgone non aveva un bagno, aveva solo una doccia esterna. Nel cammino abbiamo capito che non occorreva la comodità di avere un bagno per essere felici, la natura era perfetta: un bagno sempre a portata di mano, pulito e cosa più importante, l’unico ad averlo utilizzato! Per lavarci abbiamo sempre usato fiumi o laghi. A volte faceva molto freddo e proprio in queste situazioni, ci ha portato ad apprezzare poi molto di più la doccia calda. Dormire in camper è molto più facile che vivere negli ostelli. Entrambi, nei nostri viaggi e soprattutto nel viaggio in Africa, cambiavamo molti ostelli. Viaggiare in un van ti dona il comfort che il tuo letto – anche se piccolo- è il tuo letto, il tuo odore, la tua sporcizia e il tuo casino.”

“Viaggiare insieme alla tua casa è la forma di viaggio che ti fa sentire più libero. Ogni giorno ti svegli con un panorama e ti addormenti con un tramonto differente. Il viaggio su quattro ruote, ti dona conforto e libertà. Avere la tua casa sempre con te è fantastico. Tanta flessibilità e felicità. L’unica cosa che assoceremo sempre ad essa è la libertà e la mancanza di pianificazione.”

Un concetto che anche io ho sperimentato quando vivevo in Australia, difatti, il mio secondo libro, ha ispirato molte persone a viaggiare con una casa mobile.  

“Decidi tu una direzione e semplicemente, guidi. Ammiri un meraviglioso lago o una sorgente termale nascosta: ti fermi per tutto il tempo che vuoi, sei padrone del tuo tempo. Vivi in maniera indipendente, un modo di vivere molto appagante e allo stesso tempo molto semplice. Puoi prendere l’acqua dalle fonti naturali, cucinare il tuo cibo che hai portato con te nel viaggio in comodità, raccogliere della legna da ardere e trovare un posto sicuro per fare un falò, godendo l’incredibile spettacolo dato dalle stelle.”

Come me, Jupp e Nandita hanno scelto di viaggiare il Sud America in maniera molto lenta. Ad esempio, Il motivo per cui ho scelto di viaggiare l’America in bici lo spiego nelle mie foto su Instagram. E un altro lato per cui ho intrapreso questo viaggio in America è simile al loro…

“Volevamo conoscere culture di cui non sapevamo nulla. Ciò che inizialmente ci ha spinto era la necessità di staccarci dalla vita occidentale, perché la nostra idea di vita felice stava cambiando. Volevamo tornare alle nostre radici: connetterci il più possibile con la madre terra. Volevamo tanta libertà e immenso apprendimento. Inoltre, volevamo imparare una nuova lingua e il Sud America è il posto perfetto per imparare lo spagnolo.”

Gli ho chiesto di raccontarmi un momento meraviglioso che hanno passato in America…

“Ce ne sono tanti. Per citarne uno, sulla costa dell’Argentina abbiamo guidato fino ad una spiaggia di nidificazione di pinguini. Oltre a noi, non c’era nessuno. Abbiamo parcheggiato la nostra casa mobile per tre giorni e abbiamo dormito vicino a tutti questi pinguini, ovviamente rispettando il loro spazio e le distanze. Far parte di un fenomeno naturale così speciale ci ha fatto sentire molto grati di vivere dentro un meraviglioso pianeta e soprattutto capire l’importanza di accudirlo nei migliori dei modi. ” 

Anche loro, come altri viaggiatori, sono rimasti bloccati a causa del Coronavirus e della pandemia globale…


“Eravamo all’ultimo mese del nostro viaggio. Per fortuna avevamo venduto la nostra amorevole casa “DON CARRO”. Svolgevamo volontariato in una fattoria biologica vicino a Santiago del Chile. Avevamo altre due settimane e poi  entrambi saremmo volati a Berlino a casa di Jupp per rimanerci. Tuttavia, la pandemia ha cambiato i nostri piani. I nostri paesi stavano chiudendo i voli e quindi abbiamo deciso di prendere strade separate. Nandita è tornata in India e Jupp a Berlino. E ora siamo separati da 3 mesi e non siamo sicuri di quanto tempo ci vorrà prima che la pandemia termini. Ciononostante, siamo tornati dalle nostre famiglie e quindi, non ci lamentiamo della nostra situazione.”

Cosa consigliate alle persone della vostra età, soprattutto che consiglio potete dare a chi vorrebbe fare un viaggio simile al vostro?


“Entrambi crediamo che tutti abbiamo bisogno di una pausa. Per ognuno di noi, questa tregua è molto salutare e aumenta la nostra produttività. Il problema è che alla società non piace l’idea di prendersi una pausa prolungata.”

Non è nemmeno facile andare contro le convinzioni dei tuoi amici o familiari. La soluzione migliore è ascoltarti, parlare con le persone che appoggiano la tua felicità, altre che vivono una vita in viaggio, oppure leggere libri di altre persone che hanno intrapreso una vita simile, loro ti daranno la giusta motivazione per intraprendere un cammino del genere.

Facile è tornare “alla vita normale”, il passo più difficile è l’inizio: uscire dalla monotonia e iniziare il viaggio.

“Quando parti, ti senti straordinario nel farlo, poi, nel viaggio incontri altre persone più incredibili e ancora più pazze di te – alcune addirittura pedalano per un intero continente come questo folle Antonio!– e in quel momento capisci che non sei l’unico a voler riprendere in mano la tua vita e farne quello che più ami!

Non aspettare l’inizio del momento perfetto. Non arriverà mai. Ci sarà sempre qualcosa che ti ostacolerà. Inizia a viaggiare, ora. Un anno non ti renderà disoccupato, anzi tornerai migliore di prima e avrai più opportunità. Anche se puoi fare un viaggio più breve di tre mesi, sei mesi – non importa! Fallo e basta! nel viaggio ci sarà sempre un grande insegnamento.”

“Inoltre, non hai bisogno di molti soldi come credono le persone. Viaggiare non è una vacanza ma uno stile di vita. L’Overlanding (viaggio su 4 ruote) o il backpacking (viaggio zaino in spalla) ti insegneranno più di qualsiasi altra scuola.”

Il volontario è un’altra forma di esperienza che può insegnarti molto. Ci sono un sacco di piattaforme online di volontariato per fare lavori interessanti in tutto il mondo. Penso che tutti noi dovremmo provare almeno una volta nella vita l’esperienza di volontariato. (ne parlo proprio in questo articolo)


Vi piacerebbe viaggiare in Italia? Cosa vi affascina del nostro paese?
“Le persone, il cibo e il vostro amato accento! L’estate e il vino squisito! Alcuni dei nostri amici più cari vengono dall’Italia, quindi la adoriamo ancora di più. Siamo stati in Italia per due settimane agli inizi di questo lungo viaggio. Abbiamo guidato da Berlino a Positano attraversando la Toscana, e poi abbiamo visitato la famiglia di Nandita che era in visita dall’India in Costiera Amalfitana. È troppo bella per non visitarla! Ci torneremo senz’altro!”

Sono sicuro, che la loro storia sarà fonte di ispirazione per molte coppie che vorrebbero intraprendere un viaggio del genere.

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Mi chiamo Antonio Di Guida e sono un nomade!

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Scrivo libri per spingere le persone a viaggiare e riprendere in mano la propria libertà. Se sei fra questi oppure curioso di conoscere un alternativa alla vita “normale”, allora i miei libri potrebbero interessarti

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