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STORIE DI NOMADI CHE POSSONO ISPIRARTI

Vivere viaggiando in uno scuolabus: come creare una famiglia alternativa

Patricia e Germán sono una coppia di argentini che dal 1991 hanno iniziato a vivere una vita in viaggio.

Prima di intraprendere una vita nomade, Patricia era un insegnante e Germán aveva iniziato una carriera in una multinazionale, con la possibilità di viaggiare all’interno del paese.

“Questi lavori ci hanno dato l’opportunità di salvare alcuni soldi e pensare a materializzare l’idea di fare un viaggio attraverso l’America, soprattutto visitare i popoli originali che ancora resistono nel continente, sperando di trovare un posto perfetto per far crescere la nostra famiglia.”

Nel frattempo vivevano una classica vita di una coppia convenzionale. Con stabilità finanziaria, medicina coperta dallo Stato, ferie annuali e uno stipendio sicuro alla fine del mese. “Avevamo avuto tutto e niente allo stesso tempo.”

Passarono molti anni e il momento perfetto per partire non arrivò mai. Alla fine prendendo coraggio, si sono imbattuti in un camper e hanno sradicato le loro radici.

Abbiamo armato il nostro camper con più desiderio che esperienza, con l’idea di raggiungere l’Alaska e tornare in Argentina in dodici mesi.  Il mezzo lo abbiamo chiamato Amunches, che significa viaggiatori nella lingua dei Mapuche, gli aborigeni della Patagonia.”

L’inizio di una vita libera…

“Di tutto ciò che avevamo programmato prima di partire, nella realtà, è stato realizzato solo una piccola percentuale. La mappa che avevamo disegnato collegando i punti di interesse, era uno scarabocchio di andata e ritorno. Nel viaggio, ci siamo svegliati in città delle quali non sapevamo i nomi, abbiamo incontrato nuovi amici, con nuove storie da raccontare.”

L’Alaska si stava allontanando sempre di più. La destinazione non era più importante.

Quando arrivarono in Ecuador, erano già passati sei mesi. Il tempo e il budget erano calcolati per un anno e stavano per scadere. Mi ricorda molto la storia di Toti e sua madre, in viaggio attraverso l’America inseguendo un sogno: raggiungere i pinguini della Patagonia.

“Davanti a noi avevamo il Darien Gap, un’enorme giungla che cancella la panamericana, impossibile da attraversare. L’unica soluzione per raggiungere il centro America è far trasportare il camion in un container e comprare tre biglietti aerei per noi, il tutto alquanto costoso. Tuttavia, si sono aperte altre porte e abbiamo trovato un modo per sostenerci che ci ha dato la possibilità di pagare il prezzo del passaggio.”

“Abbiamo iniziato a vendere fotografie del nostro viaggio, abbiamo condiviso la nostra esperienza attraverso colloqui motivazionali con dipendenti di aziende, scuole oppure interviste su giornali. Il tutto era diventato il modo migliore per generare soldi.”

Siamo arrivati ​​in Alaska cinque anni dopo il tempo che avevamo previsto, con l’attesa di nostra figlia in pancia da sette mesi e un cane colombiano di nome Colo.”

Durante l’ultima tappa attraversando il Nord America, iniziarono a prendere in considerazione il cambio del veicolo. Avevano bisogno di uno spazio più comodo per la famiglia che si stava allargando.

Quando Inti ( la figlia) è nata, hanno quindi trasformato il loro viaggio comprando uno scuolabus da un parco di mezzi abbandonati.

L’autobus è un classico scuolabus del 1995, marchio BlueBird di cambio manuale a cinque marce che sono riusciti a ottenere per $ 8.000.

“Inti fece i suoi primi passi dentro un autobus senza posti, tra barattoli di vernice, legno, attrezzi e tanti sogni.”

“Tornare sulla strada con Inti e vederla crescere adattandosi a così tante situazioni ci dona la motivazione nel continuare a vivere questa vita da ormai 17 anni. Osservare la diversità geografica e culturale rafforza la tua capacità di comprendere che non esiste un modo di vivere, né di essere felici, ogni giorno si apre una nuova opportunità per imparare cose nuove. Quando non ci piace la realtà in cui viviamo, è giusto avere il coraggio di analizzarla e cercare di trasformarla.”

Il viaggio diventa uno stile di vita e non più un itinerario…


“A poco a poco, vivendo una vita da nomadi, abbiamo capito che il viaggio era diventato uno stile di vita in cui stavamo scoprendo noi stessi. Siamo stati in grado di fare cose diverse che non avremmo mai immaginato, ad esempio la fotografia.”

“Crediamo che questo viaggio darà a nostra figlia molti strumenti per affrontare la vita. Soprattutto, ricordiamo sempre che i sogni possono diventare realtà, qualunque essi siano. Che il vero viaggio è trovare noi stessi ed essere ciò che vogliamo essere.

Vivere con meno cose materiali rende più facile concentrarsi su ciò che è importante, su ciò che è essenziale.”

Ovviamente la domanda sorge spontanea a molti lettori: il lato finanziario…

“Non ci finanziamo in un solo modo. Inoltre non abbiamo un entrata fissa come un reddito proveniente da una proprietà, infatti non abbiamo mai comprato una casa perché spendiamo le entrate del nostro lavoro per riparare il Bus e continuare il viaggio.”

“Ci siamo concentrati su come ottenere sponsor tra cui Shell, Bridgestone, Sony, Telefonica, Autohome, Land Rover, ProPlan, Columbia.”

“Attualmente, in questa fase del viaggio in famiglia, promuoviamo la vendita del nostro libro, teniamo conferenze in aziende, università, scuole e gruppi sociali, partecipiamo a eventi culturali e mostre fotografiche. Abbiamo il supporto di Trek Bicycle, Nature’s Head, tra gli altri, in cui fungiamo da ambasciatori del marchio.”

Molte persone credono che avere figli porta un freno nel realizzare i propri sogni, come quello di viaggiare…

Per molto tempo abbiamo pensato che viaggiare con i bambini fosse impossibile, avevamo molta paura dell’instabilità o di ciò che sarebbe potuto accadere lungo la strada. Abbiamo poi capito che avevamo torto. Le culture diverse dalla nostra ci hanno insegnato che non c’è un solo modo di vivere. La vita è meravigliosa, ovunque e in qualunque forma.”

Per quanto riguarda la scuola per Inti, Patricia e Germán seguono un piano di istruzione a distanza del Ministero della Pubblica Istruzione argentino (SEAD), che è gratuito e ufficiale.

Pensate di viaggiare un giorno in Italia? Cosa vi affascina del nostro paese?

Siamo cresciuti con nonni e ricette italiane, penso che sarebbe una grande esperienza riconoscere così tanti costumi, ormai radicati nel nostro paese, che provengono dalla vostra terra e che sentiamo come nostri.

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Mi chiamo Antonio Di Guida e sono un nomade!

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Scrivo libri per spingere le persone a viaggiare e riprendere in mano la propria libertà. Se sei fra questi oppure curioso di conoscere un alternativa alla vita “normale”, allora i miei libri potrebbero interessarti

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