le due facce dell’isola di Bali: un paradiso terrestre distrutto dall’essere umano ma ancora pieno di energia

Quando le persone accennano l’Indonesia si pensa subito ad un’isola,quella di bali, visitarla è cosa fondamentale e forse per molti l’isola più interessante per la cultura, i tempi religiosi e le terrazze di riso che spopolano su di essa,ma se entriamo veramente all’interno di questo paradiso terrestre noteremo che l’essere umano ha veramente distrutto un vero e proprio habitat.Quando attraversiamo le strade di citta’ noteremo che i lati sono pieni di plastica, rifiuti e discariche aperte, dove a volte vedi persino qualcuno che lascia un piccolo fuoco acceso,

il traffico intenso non riesce nemmeno a farti capire quale strada devi intraprendere per arrivare ad una destinazione, migliaia e migliaia di motorini che sfrecciano ovunque, suonando all’impazzata non rispettando il codice stradale, li vedi che passano con un semi elmetto ed una mascherina per lo smog, vedi chiunque indossare questa mascherina, Perché lo smog ormai fa parte di questa isola. Alcune costruzioni sono semi distrutte, non curate e ricoperte interamente di tetti in amianto, gran parte con lastre rotte e potenzialmente pericolose per chi ci abita all’interno.  Riesci a non crederci come sia possibile che gli stessi abitanti di questa meravigliosa isola abbiano davvero distrutto questo paradiso.

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Cerco di evadere dalla città di Kuta ormai per me un bruttissimo ricordo e mi avvicino alla costa del mare, ma non trovo pace nemmeno li. Il mare completamente ricoperto da rifiuti, ma questa volta non è solo colpa degli abitanti ma anche di chi la visita, di migliaia backpacker dove passano la serata nei locali sulla spiaggia e lasciano bottiglie, sacchetti di plastica e pacchetti di sigarette vuoti per terra.

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Per un attimo mi sono seduto ed ho pensato solo ad una cosa, non è possibile che bali sia questa, non è possibile che questa isola sia veramente distrutta dall’essere umano e che nessuno riesce a capire di quanto sia triste malvagio distruggere tutto questo.

Stanco ormai di girovagare senza una meta trovo un ostello molto accogliente, farmer’s yard hostel in kuta, dove alloggio per la notte e decido di noleggiare un motorino per tre euro al giorno e partire l’indomani mattina da questa angolo di inferno e di dirigermi per i prossimi giorni dove la mappa di Google maps è colorata in verde.

E difatti non sbagliavo…

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al momento in cui ho lasciato la grande città di kuta e Denpasar mi sono trovato immerso a guidare in un vero e proprio paesaggio balinese, pieno di palme ricche di noci di cocco, strade finalmente pulite senza alcun rifiuto, campi e terrazze di riso con persone da lontano che indossano il famoso cappello asiatico, piccoli market realizzati con legno di bamboo  che vendono frutta e verdura appena raccolta….

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finalmente,vivendo in questi paesaggi, il mio cuore inizia ad amare quest’isola.

guido per ore ed ore senza una meta precisa, solo girare il più possibile le strade di quest’isola,

mi fermo per mangiare qualcosa in un piccolo villaggio, un ricco pasto a soli un euro e cinquanta,

passa il tempo, passano i giorni nel viaggiare dormendo in case di famiglie donando a loro cinque euro per avermi ospitato, parto la mattina con il sole, salutando chi mi ha ospitato e mi ritrovo con una nuvola piena di acqua pronta a bagnare interamente l’isola

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per ore ed ore piove ed io rimango fermo davanti a qualche negozio mangiando frutta appena raccolta, niente caos, niente smog, solo un’energia ancora viva di quest’ isola. Ritornando in citta’ per riportare il motorino noleggiato, mi avvicino ad un piccolo villaggio chiamato Ubud, la meta principale dei turisti, ancora affollata ma molto più pulita, con locali caratteristici balinesi, e con ristoranti ottimi a un costo moderato. Un piccolo soggiorno in un bed e breakfast, una camera singola con bagno e colazione a soli sette euro, una passeggiata lungo i negozzi ammirando il design dei prodotti fatti a mano,

pezzi di legno lavorati per realizzare piccole sculture e statue, scendo sempre verso ubud e entro nella monkey forest, una foresta incontaminata ed abitata da centinaia di piccole scimmie, curiose ed alcune “ladre” di oggetti dei turisti che visitano questi posti, dove ti siedi e loro avvicinandosi iniziano a frugarti nelle tasche, ti prendono gli occhiali, ti guardano, se li provano e poi salgono sull’albero….  puoi dire addio per sempre a loro.

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Bali è un’isola che deve essere scoperta pian piano, che l’impatto può essere terribile ma che alla fine in fin dei conti quell’energia misteriosa ed affascinante abita ancora all’interno del cuore di questa isola paradisiaca.

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COME MUOVERSI A BALI

-Se dovete spostarvi in questa isola via taxi scegliete sempre la compagnia BLUEBIRD TAXI!

E’ l’unica che usa il conta km ed e’ l’unica compagnia in tutta bali onesta con il prezzo! Potete fare un viaggio in taxi con bluebird dall’aeroporto ad Ubud a soli dieci euro, se siete in più ovviamente la spesa è ancora meno.

-noleggiate un motorino e spostatevi al nord dell’isola! Potete noleggiare un motorino ovunque al costo di tre-quattro euro al giorno, ovviamente dovete lasciare un vostro documento, (RICORDATEVI DI FARE IN ITALIA LA PATENTE INTERNAZIONALE PER GUIDARE ALL’ESTERO! non costa niente si tratta solo di spendere un paio di ore alla motorizzazione civile)

-potete prendere i transport: sono i motorini che vedete sfrecciare ovunque e chi li guida si avvicina a voi urlandovi: transpott? Transpott? transpott? Ma attenti a non farvi fregare con il prezzo!

COSA FARE E VISITARE A BALI

UBUD:

se arrivate a bali alloggiate in qualche alloggio ad ubud, famosa a bali per il buon cibo, yoga, meditazione, e mercato.

dista qualche ora dall’aereoporto ed è l’unica città decisamente pulita e molto meno affollata

in questo luogo potete visitare:

-the giant yogi playground ,yoga barn

-monkey forest ubud

-fate una lezione di cucina balinese al Bumbu Bali!

-neka art museum, una galleria da collezionista e mercante d’arte suteja neka, ammirando stili pittorici e fotografie in bianco e nero di bali negli anni 1930-1940

-se volete una spa alloggiate al nur salon e kayma , dove vi troverete a spendere l’intera giornata coccolati in massaggi e bagni terapeutici

-se amate fare yoga andate allo yoga barn di ubud gestita dai proprietari del bali yoga festival, un meraviglioso festival svolto ogni anno ad aprile.

ALTRI LUOGHI A BALI

Il famoso tempio di uluwatu dove si affaccia sulla costa,potete ammirare una meravigliosa vista mare dall’alto

Altri tempi : pura goa gajah, batu danau(tempio su un lago)

Le terrazze di riso di Jatiluwh e di tegalalang

-la cascata di tegenungan di bali

Penso che su bali posso aver detto tutto quello che ho imparato vivendo e girando su quest’ isola,

un piccolo consiglio, se avete in mente di viaggiare e visitare altre isole vicine a bali,

potete visitare le isole Gili che distano a soli due ore di barca da bali, potete acquistare il ticket ad ubud o in qualsiasi ufficio, occhio a non fregarvi, il ticket costa circa 400.k (20 euro) andata e ritorno sempre aperto.

VISITA LA PAGINA FACEBOOK ITALIANBACKER PER VEDERE TUTTE LE FOTO DI BALI

L’articolo sulle isole Gili di italianbackpacker qui:

http://italianbackpacker.com/asia/le-tre-isole-gili-dellindonesia/

Un commernto

  1. Wayan oreste sartori

    Salve, io vivo ad Ubud è ti posso garantire che è peggiorata moltissimo sopratutto per il traffico e la qualità della vita! Dopo un incidente in moto cerco di evitarne l’uso quotidiano, quindi cammino molto per quelle 4 strade di Ubud che in meno di un’ora, se non cadi in qualche buca, le percorri tutte! Pengosakan, Peliatan, Hanoman e la famosa Monkey Forest! Penso sia chiaro che non sono un turista, cerco di campare con la mia pensione è di stare in regola con i documenti, quindi non vivo in resort stellari, ma vado a fare la spesa al mercato o nei supermercati! Ecco che il grande popolo dei grandi sorrisi comincia a cambiare faccia! Di italiani ne ho conosciuti pochi, tranne i pizzaioli! Gli altri saranno imboscata in ville holivudiane! Comunque non ho perso molto e non voglio commentare , potrei eccedere in negativo! Per ritornare in tema, per i balinesi esiste solo il dio denaro,costruiscono ovunque si possa mettere un mattone, in Ubud tra nuovi hotel e abitazioni private non c’è più in campo di riso, a tal proposito, per fare un mega parcheggio per visitare monkey forest, hanno cementato un tot numero di risaie! Tanto i turisti visitano quelle a terrazzo, ovviamente protette, le altre a cosa servono?!! Mi devo fermare perché comincio ad innervosirmi, Ubud non è più la città dell’arte, si mangia male e si vive come in qualsiasi altra città. Da parte mia se voglio avere un minimo di assistenza sanitaria devo stare in città, che poi non è detto che se fai un infarto e le strade sono impraticabili dalle cerimonie ci lasci le penne! ! A buon rendere

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